Consigli sul metodo di studio

di Studiarefacile.it

Come studiare d’estate

Lo sappiamo studiare con il caldo è molto difficile. Non esiste una ricetta magica che ti permette di non sentire l’afa e ti faccia venire una gran voglia di studiare, esistono però alcuni accorgimenti che puoi seguire per rendere meno difficoltoso questo momento, eccone alcuni…

1) studia quanto basta. Evita di fare 8 ore di studio giornaliere, come abbiamo già detto altre volte meglio fare 5 ore di studio ben fatto che 8 fatto male! Studiare così tanto ha il difetto di causare troppi momenti di distrazione, svogliatezza e perdita inutile di tempo, oltre che frustrazione e stress. Meglio studiare un po’ di meno ma mantenendo altra la concentrazione soprattutto la qualità dello studio.

Se hai la possibilità di dedicare solo mezza giornata allo studio, in questo periodo è meglio sicuramente il mattino. Fa più fresco ed è più facile rimanere concentrati.

2) definisci sin da subito quante pagine studierai alla mattina e/o quante al pomeriggio. Deve essere un numero di pagine che sia per te fattibile nell’arco di tempo che hai a disposizione e che ti consenta comunque di portare avanti il tuo programma di studio. Avere un obiettivo specifico è molto utile per mantenere alta la motivazione.

3) fai delle pause programmate. Non studiare mai 3/4 ore di fila senza fare mai una pausa, fai una pausa di 10 minuti circa almeno ogni ora, questo ti servirà per mantenere fresca la tua concentrazione.

4) quando hai finito le pagine che ti sei riproposto per la giornata smetti di studiare, esci, vai a farti un giro con le amiche/amici, fidanzato/a, non farti tentare dal “oggi sono stato bravo, vado avanti ancora un po’ altrimenti ritorniamo al punto 1!

5) fai attenzione all’alimentazione. ricordati di bere a sufficienza, ma evita bevande troppo zuccherate, gasate, alcoliche o con caffeina e soprattutto non appesantirti con pasti o merende troppo caloriche, altrimenti “l’abbiocco” pomeridiano non te lo toglie nessuno. Fai quindi dei pasti leggeri quando devi studiare e mangia solo frutta quando fai merenda.

 

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Come migliorare la memorizzazione

Abbiamo già detto in altre occasioni che la nostra memoria è un elaboratore di informazioni e non un deposito, è quindi attiva e non passiva. Non abbiamo invece detto che la nostra memoria ama tutto ciò che è strano, fuori dal comune, stravagante, divertente, fantasioso ed emotivamente forte.

La nostra memoria odia infatti la monotonia e la ripetitività ed è alla ricerca di emozioni che la stuzzichino.

Ecco perché se pensi a degli episodi della tua vita quasi sicuramente ricorderai con facilità quelli che la tua memoria ha considerato insoliti od emotivamente pregnanti: ad es. la gaffe di un amico, un momento molto spaventoso o molto felice,la tua prima sbornia, la figuraccia che hai fatto con qualcuno ecc. ecc.

Ecco quindi che se applichiamo questa conoscenza nello studio, potrai ben capire che la ripetizione, la sottolineatura ad oltranza e i riassunti “copia e incolla” non attivano la nostra memoria nel modo giusto.

Sono infatti tutte azioni passive, monotone e ripetitive che non lasciano traccia immediata e duratura nella nostra memoria.

Questo è il motivo per cui se come metodo di studio usi il classico “leggo-sottolineo-ripeto” ti capita di arrivare alla fine del capitolo e non ricordarti nulla di ciò che hai letto oppure ti capita che passati giorni non ricordi più nulla di ciò che hai studiato all’inizio oppure ti ricorderai ciò che hai studiato dopo aver ripetuto centinaia di volte, o per usare un’espressione comune dopo che avrai ripetuto “fino alla nausea”.

 

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Come formulare buoni obiettivi di studio

Quando fai delle affermazioni riguardanti il tuo percorso universitario, impara a non usare mai la frase “Io devo…” come ad esempio “Io devo assolutamente passare l’esame”, “Io devo prendere più di 25″, “Io non devo andare fuori corso” e così via.

Quando utilizzi questa frase, accadono contemporaneamente due cose: da un lato ti fissi un obiettivo e metti a disposizione la tua energia per raggiungerlo, ma dall’altro ti devi difendere dal pericolo di un possibile fallimento.

Il desiderio di raggiungere l’obiettivo e la paura di non riuscirci sono due sentimenti in totale contrapposizione tra loro, quindi creeranno dentro di te molta tensione con il rischio di prosciugare le tue energie.

Fai attenzione quindi quando parli con gli altri ma anche solo con te stesso ed impara a sostituire la frase “Io devo…” con “Io voglio…”, “Io posso…” o ancora meglio “Io ho scelto di…”

In questo modo focalizzerai tutte le tue energie solo su ciò che vuoi raggiungere e non sulla paura di non riuscirci.

 

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L’importanza della postura mentre si studia

Uno degli aspetti più sottovalutati nello studio è quello relativo alla postura che si adotta mentre si studia.

La maggior parte degli studenti non si rende conto delle posizioni che assume durante lo studio e di quanto queste possano influenzare enormemente il livello di concentrazione e di stanchezza.

Ogni tipo di postura che assumi trasmette in ogni momento al tuo cervello un messaggio specifico relativo a come sta procedendo il tuo studio.

Se ad esempio sei solito studiare con una mano appoggiata sulla fronte o tenendoti la testa tra le mani, trasmetterai al cervello il messaggio che ciò che stai studiando è difficile ed impegnativo.

Se studi con la schiena ricurva e con gli occhi molto vicini al libro, con il passare dei minuti tenderai ad aumentare enormemente il tuo livello di stanchezza percepita.

Se studi tutto inclinato da un lato, con il gomito appoggiato alla scrivania ed una mano che sorregge la testa, amplificherai la sensazione di noia e poco interesse rispetto a ciò che stai studiando.

Questi sono solo alcuni esempi degli effetti che può dare una postura sbagliata.
Tieni sempre conto che spesso si sta seduti a studiare 2 o 3 ore consecutivamente, per cui la posizione che si assume fa veramente la differenza.

Ma allora qual è la posizione giusta da assumere?

Eccola qui: ben seduto sulla sedia, con la schiena dritta e le mani appoggiate sul tavolo. Ricorda che la testa si deve sorreggere da sola e di non stare con gli occhi troppo vicino al libro.

In questo modo trasmetterai al tuo cervello il messaggio che sei vigile, attento e che stai capendo ciò che leggi.

Fai attenzione a non sottovalutare l’importanza della postura, se si studia con continuità tutti i giorni, è facile assumere posizioni scorrette e peggiorare in questo modo di molto la qualità del proprio livello di attenzione e la propria capacità di rimanere a lungo sui libri.

 

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Migliorare la capacità di concentrazione

Il metodo più efficace per migliorare la tua capacità di concentrazione è considerarla come se fosse un muscolo da allenare.

Se tu dovessi imparare a correre per un’ora consecutivamente cosa faresti?

Probabilmente inizieresti correndo per 10-15 minuti al giorno, per poi aumentare dopo alcuni giorni la durata a 20-25 minuti, poi mezz’ora e così via fino a riuscire dopo qualche settimana a correre per un’ora intera.

Per la concentrazione devi procedere nello stesso modo: individua prima di tutto il tuo punto di partenza. Identifica cioè qual è il periodo massimo di tempo in cui riesci a rimanere concentrato con facilità senza interruzioni.

Se ad esempio tu riesci a mantenere la concentrazione per 20 minuti, significa che ogni 20 minuti di studio dovrai fare una breve pausa.

Per aumentare la tua capacità di attenzione, ogni settimana dovrai aggiungere cinque minuti in più.

Quindi ad esempio la seconda settimana farai una breve pausa dopo 25 minuti, la terza settimana dopo 30 minuti e così via fino a raggiungere i 45-50 minuti consecutivi.

In questo modo procederai con calma ma otterrai nel giro di poco tempo degli ottimi risultati.

Al contrario, sforzarsi inutilmente di rimanere concentrati a lungo quando non si è allenati porta solamente ad aumentare la propria stanchezza e frustrazione.

 

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Come effettuare il ripasso

Capita molto spesso che giunti verso la fine della preparazione di un esame non ci si ricordi più cosa si è studiato all’inizio, come ovviare a questo problema?

Se vuoi essere sicuro di ricordarti i primi argomenti che hai studiato devi effettuare dei ripassi sistematici durante la preparazione dell’esame.

Facciamo un esempio pratico: ipotizziamo che tu debba studiare 4-5 giorni la settimana per 4 settimane. Il ripasso dovrebbe avvenire così:

• il lunedì successivo alla prima settimana di studio, prima di proseguire con lo studio, dedichi un’ora al ripasso di ciò che hai studiato la settimana precedente.

• il lunedì successivo dedicherai 1 ora al ripasso di quanto hai studiato la settimana precedente e un quarto d’ora al ripasso di ciò che hai studiato la prima settimana.

• il terzo lunedì dedicherai 1 ora al ripasso di quanto hai studiato la settimana precedente, 15 minuti al ripasso di ciò che hai studiato la seconda settimana e 15 minuti al ripasso di ciò che hai studiato la prima settimana.

In questo modo avrai sempre freschi gli argomenti precedenti e il ripasso finale sarà molto più veloce.

 

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Meglio fare schemi o riassunti?

Molti studenti dopo aver studiato un libro occupano molto tempo a fare un sacco di riassunti…ma ne vale la pena?

Ciò che conta veramente è aiutare la nostra mente a rielaborare i concetti e a ricordare con più facilità. 

I riassunti quindi non sono molto d’aiuto in questo senso in quanto non aiutano a riorganizzare nella mente i contenuti. Spesso si riducono addirittura al copia-incolla delle frasi principali del libro.

Ciò che aiuta veramente la rielaborazione e la memorizzazione è invece l’utilizzo di uno schema.

Gli schemi si distinguono dai riassunti per 2 qualità principali:

  • la possibilità di essere memorizzati più facilmente se si organizzano i concetti utilizzando in maniera creativa tutto lo spazio a disposizione sul foglio. E’ possibile costruire schemi dall’alto verso il basso, da sinistra verso destra,oppure, come consigliamo di fare, dal centro verso la periferia, ossia le mappe mentali.
  • il riassunto non rende facile la memorizzazione perchè contiene pochi elementi visivi. Questo è invece proprio ciò che può rendere particolarmente efficace uno schema, ossia il contemporaneo utilizzo di parole ed immagini.

Se arricchisci i tuoi schemi con immagini e disegni, la memorizzazione ne sarà molto facilitata, in quanto utilizzerai contemporaneamente due canali diversi che ti aiuteranno nella memorizzazione: quello verbale (cioè le parole o le frasi scritte) e quello figurativo (cioè i disegni e le immagini).

 

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