Consigli sul metodo di studio

di Studiarefacile.it

Meglio fare schemi o riassunti?

Molti studenti dopo aver studiato un libro occupano molto tempo a fare un sacco di riassunti…ma ne vale la pena?

Ciò che conta veramente è aiutare la nostra mente a rielaborare i concetti e a ricordare con più facilità. 

I riassunti quindi non sono molto d’aiuto in questo senso in quanto non aiutano a riorganizzare nella mente i contenuti. Spesso si riducono addirittura al copia-incolla delle frasi principali del libro.

Ciò che aiuta veramente la rielaborazione e la memorizzazione è invece l’utilizzo di uno schema.

Gli schemi si distinguono dai riassunti per 2 qualità principali:

  • la possibilità di essere memorizzati più facilmente se si organizzano i concetti utilizzando in maniera creativa tutto lo spazio a disposizione sul foglio. E’ possibile costruire schemi dall’alto verso il basso, da sinistra verso destra,oppure, come consigliamo di fare, dal centro verso la periferia, ossia le mappe mentali.
  • il riassunto non rende facile la memorizzazione perchè contiene pochi elementi visivi. Questo è invece proprio ciò che può rendere particolarmente efficace uno schema, ossia il contemporaneo utilizzo di parole ed immagini.

Se arricchisci i tuoi schemi con immagini e disegni, la memorizzazione ne sarà molto facilitata, in quanto utilizzerai contemporaneamente due canali diversi che ti aiuteranno nella memorizzazione: quello verbale (cioè le parole o le frasi scritte) e quello figurativo (cioè i disegni e le immagini).

 

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Quanto studiare durante le vacanze

Spesso durante le vacanze ci si ripromette di portarsi avanti con lo studio arretrato e recuperare il tempo perduto. Tanti bei propositi che nella maggiorparte dei casi vengono disattesi.

La verità è che durante le feste è molto difficile trovare gli spazi per rimanere concentrati a studiare ed il clima vacanziero non aiuta di certo in questo senso.

Se hai necessità di studiare durante le vacanze, il nostro consiglio è quello di farti un programma di studio realistico che tu possa rispettare facilmente.

E’ inutile programmarsi giornate e giornate dedicate allo studio che poi non si è in grado di rispettare con tutta la frustrazione che ne consegue.

Come esempio ti indichiamo una possibile programmazione di studio dal 24/12 al 6/1:

- mezza giornata di studio il 27,28,29 dicembre

- mezza giornata di studio il 3,4,5 gennaio

Questo è il programma di massimo impegno che consigliamo, che se rispettato consente di fare un buon lavoro senza sacrificare le vacanze.

Vale molto di più un programma di 6 mezze giornate fatte bene in maniera proficua, che programmare intere giornate di lavoro che si riducono poi a poche ore di studio di qualità.

 

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La motivazione nello studio

La motivazione è un aspetto fondamentale per la buona riuscita degli studi universitari.

Ma che cos’è la motivazione? La motivazione consiste nell’aver chiara la scelta effettuata, nel credere nelle proprie possibilità e nell’essere decisi e convinti di voler portare a termine il percorso intrapreso.

E’ normale che nel corso degli studi la motivazione si possa affievolire, in particolar modo se si è indietro con gli esami. Il problema sorge quando la motivazione già di partenza è bassa per il fatto che si è scelta una determinata facoltà più per ripiego che per passione o interesse verso il percorso di studi intrapreso.

Per cui il nostro consiglio è quello di domandarti se la facoltà che stai frequentando ti piace veramente, perchè la motivazione nasce innanzitutto da un interesse genuino verso ciò che si studia.

Per mantenere alta la motivazione fissati degli obiettivi chiari di studio a lungo, medio e breve termine. Questo perchè quando ti ritroverai a studiare durante le vacanze o quando hai poca voglia, l’obiettivo della laurea non sarà così motivante da spronarti.

Pertanto scegli degli obiettivi giornalieri, settimanali e mensili e congratulati con te stesso tutte le volte che li rispetti.

 

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Programmare lo studio settimanale

Quando si programma lo studio in vista di un esame è sempre meglio considerare il sabato e la domenica come giorni da dedicare esclusivamente al riposo e allo svago.

Se si inizia a studiare per tempo e si rispetta la tabella di marcia prefissata, non c’è alcun motivo per dover dedicare il fine settimana allo studio.

Per una buona riuscita negli studi universitari è fondamentale riuscire a rispettare le scadenze e gli impegni presi con se stessi. Ciò significa studiare quando si è programmato di farlo, in modo da potersi svagare e rilassare meglio nelle giornate che si è deciso di dedicare al riposo.

Ciò richiede ovviamente lo sviluppo di una certa dose di leadership personale, la quale tuttavia a lungo termine porta ottimi frutti.

Non c’è nulla di peggio di andarsi a divertire (poco) sapendo che si dovrebbe essere a casa a studiare per poi dover recuperare nei week-end in cui invece gli amici escono a divertirsi.

 

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Organizzazione dello studio settimanale

Alla base di un buon metodo di studio ci deve essere sempre una buona organizzazione.

Avere una buona organizzazione significa avere ben chiaro il tempo effettivo che si può dedicare allo studio giornalmente.

Per far questo noi consigliamo l’uso di un’agenda settimanale.

Il vantaggio dell’agenda settimanale è che, una volta compilata con i propri impegni (qualsiasi sia il tipo di impegno!), in un solo colpo d’occhio puoi sapere quando e per quanto tempo puoi dedicarti allo studio quella settimana.

Questo è utile perchè normalmente si sovrastima molto il tempo che si può dedicare allo studio per la preparazione di un esame, mentre con l’aiuto di un’agenda settimanale ben compilata non ci si può sbagliare su quanto tempo effettivo e reale si ha a disposizione.

E’ bene quindi alla fine di ogni settimana dedicare 5 minuti del proprio tempo alla compilazione dell’agenda per la settimana successiva.

 

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Come ritrovare la motivazione e la voglia di studiare

Può capitare che durante il proprio percorso di studi non si riesca a trovare la giusta motivazione sentendosi mancare le necessarie energie per proseguire il proprio cammino.

E’ importante prima di tutto comprendere che la motivazione è sostanzialmente la “benzina che fa girare il motore”, è ciò che ci da la spinta per andare avanti.

Molto spesso quindi la sensazione di stanchezza e fatica nello studio è proprio legata ad una mancanza di motivazione.

Avere motivazione significa prima di tutto avere ben chiara la ragione per cui si è deciso di intraprendere il proprio percorso di studi. Può infatti capitare a volte che nella quotidianità dello studio, si perdano di vista i propri obiettivi ed i veri motivi per cui si è deciso di iniziare il proprio studio universitario.

La prima cosa da fare quando ci si sente stanchi e affaticati è quindi quella di richiamare alla mente le nostre motivazioni più profonde. E’ possibile farlo rispondendo semplicemente a queste domande:

  • perchè ho deciso di iscrivermi all’università?
  • perchè ho scelto prorprio questa facoltà?
  • cosa mi interessa in particolare?
  • che soddisfazione provo nello studiare questi argomenti?
  • quali sono i miei obiettivi, sogni, desideri per il futuro?
  • chi o che cosa voglio diventare? Perchè?
  • cosa mi piace di più della mia futura professione?

Tieni conto che la “vera” motivazione, quella che ti consente di trovare le energie per andare avanti, è sempre quella che parte da dentro di te: i tuoi interessi, ciò che ti piace fare, l’idea di quanto ti piacerà svolgere in futuro quella professione, migliorare la tua cultura personale ecc…

Vi sono invece altre motivazioni che vengono dall’esterno e che anche se apparentemente sembrano funzionare, a lungo termine non portano lontano: studiare per far contenti i genitori, per prendere un bel voto, perchè in quell’ambito dicono che si trova più lavoro ecc…

Ovviamente non significa che queste motivazioni siano in sè sbagliate, ma da sole non sono sufficienti per fornirti quell’energia che ti consenta di superare anche i momenti difficili.

Se ti trovi in un momento di difficoltà nello studio ti consiglio quindi di fermarti un attimo a riflettere sulle tue vere motivazioni, in modo che quando avrai di fronte il libro tu abbia ben chiaro il motivo per cui fai tutto questo e dove vuoi veramente arrivare.

 

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Come utilizzare al meglio la nostra memoria

Si sente spesso dire che la nostra memoria è come un hard disk che immagazzina le informazioni e le va poi a ripescare quando servono. Niente di più falso!

La nostra memoria è un elaboratore di informazioni, non un deposito, è quindi attiva e non passiva. Pertanto se vogliamo sfruttare al meglio la nostra memoria dobbiamo stimolarla attraverso l’uso di accorgimenti che la aiutino a rielaborare il concetto.

Pertanto è ottimo l’uso di domande attive, parole chiave, disegni e schemi.

Questi strumenti stimolano la nostra memoria e ci permettono di ricordare con maggiore facilità.

Sconsigliamo invece l’uso di riassunti se questi sono un “copia-incolla” di frasi prese dal testo che si sta studiando, proprio perchè non aiutano a rielaborare i concetti letti.

 

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